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UPO Parkinson

NOVARA- 23-06-2022-- L’Università del Piemonte Orientale fa parte di una cordata internazionale di ricerca per studiare il sistema immunitario e capire il morbo di Parkinson, e che ha recentemente ottenuto il supporto dell’Unione europea per il progetto IMMUPARKNET (The role of IMMUnity in tackling PARKinson’s disease through a Translational NETwork), finanziato dal programma European Cooperation in Science and Technology (COST).

Sarà la prima rete internazionale multidisciplinare, costituita da studiosi di 20 paesi differenti, che riunirà diversi campi della ricerca e dell’applicazione clinica per integrare le opportunità derivanti da una più approfondita comprensione del ruolo dell'immunità nella MP. Questo porterà a significative innovazioni nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti.

La malattia di Parkinson (MP) è una frequente malattia neurodegenerativa che colpisce 10 milioni di persone nel mondo (600.000 persone solo in Europa) e la cui prevalenza è in costante crescita (oltre il 5% della popolazione sopra i 70 anni). Le cause e i meccanismi che conducono alla malattia di Parkinson sono alquanto eterogenei ma è ormai riconosciuta l’importanza del sistema immunitario in questo contesto.

COST finanzia attività finalizzate alla creazione di reti di ricerca, che offrono uno spazio aperto per la collaborazione tra scienziati in tutto il mondo. L’Università del Piemonte Orientale, rappresentata dal professor Cristoforo Comi – professore di Neurologia presso il Dipartimento di Medicina traslazionale UPO e responsabile dell’Unità di Neurologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli – è capofila del progetto che coinvolge ricercatori da Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna Turchia e Regno Unito, in Europa, oltre a studiosi che operano in Cile, Singapore e Stati Uniti d’America. Le strutture UPO coinvolte sono quelle del CAAD, il Centro di ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni e allergiche.

Lo studio di come il sistema immunitario sia collegato alla neurodegenerazione, che è causa della malattia di Parkinson, sta suscitando un interesse sempre maggiore; queste indagini possono fornire opportunità senza precedenti per comprendere meglio la patogenesi della malattia, per identificare biomarcatori clinicamente significativi e possibilmente anche nuove strategie terapeutiche. “Tuttavia – spiega il professor Comi – prima di poter sfruttare il sistema immunitario come bersaglio terapeutico nella MP, è necessario capire quali siano le principali alterazioni immunitarie nella malattia, responsabili sia della neuroinfiammazione sia della neurodegenerazione. Ci stiamo inoltre chiedendo quali siano i cambiamenti immunitari critici durante la progressione della malattia, quando si verificano e in che misura potrebbero essere sfruttati per interventi terapeutici preventivi o in uno stadio precoce della malattia”.