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PIEMONTE - 28-06-2022 -- Secondo recenti rilevamenti, il fiume Po avrebbe una portata d’acqua del meno 94% rispetto al dato di portata naturale, il fiume Sesia è a meno 72%, il Lago Maggiore è pieno al 22% la quota più bassa mai registrata dal 1942. A rischio un terzo della produzione agricola nazionale ed in particolare le coltivazioni di frutta, verdura, pomodoro da salsa e grano, oltre a metà dell’allevamento della pianura padana. Sono 70 i Comuni piemontesi in cui, al momento, sono state adottate ordinanze sull’uso consapevole dell’acqua potabile, finalizzato cioè agli scopi alimentari e di limitazione o divieto di usi impropri. Alla luce di questi dati, il consigliere Pd Domenico Rossi, nel corso dei question time, ha interrogato la Giunta regionale per sapere quali azioni intenda mettere in campo per affrontare l’emergenza siccità.

“Grazie all’Accordo di programma per l’assegnazione e regolamentazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione - specifica l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati - il Piemonte potrà usufruire di 33,54 milioni di euro per opere di servizio idrico integrato, necessarie a ridurre l’entità delle perdite reali nei sistemi acquedottistici e per migliorare e razionalizzare i sistemi fognari, nonché gli impianti di depurazione. Sono 60 gli interventi finanziati per un valore complessivo di 88 milioni di euro, derivati dal cofinanziamento di oltre 54 milioni da parte dei gestori del servizio. Nello specifico - conclude Marnati - tra questi interventi, 7 riguardano la riduzione delle perdite idriche, per un valore di oltre 5 milioni di euro. Numerose le proposte di intervento presentate da tutti gli ATO (Ambito Territoriale Ottimale) del Piemonte, nell’ambito della missione 2 del PNRR, la cui valutazione è attualmente in corso da parte del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili. Appena si concluderà la procedura di approvazione, renderemo nota la cifra assegnata alla Regione Piemonte”.

“C’è un’urgenza da cui partire - dichiara il consigliere Rossi - quella di riparare la rete idrica: è scandaloso, infatti, che si perda circa il 50% dell’acqua immessa nelle tubature. Ma non sarà sufficiente. La crisi di oggi deve spingerci ad andare oltre. Occorre puntare sul modello circolare per metterci nelle condizioni di non usare l’acqua potabile dove non serve e quindi fare un ragionamento serio sui depuratori. Non solo – conclude - serve il coraggio di rivedere i modelli che ci hanno portato fino a qui, a partire dall’agricoltura intensiva che ha necessità di quantità d’acqua che forse non sono più sostenibili. Buona parte delle risorse è arrivata da fondi europei. Ma è evidente che i gestori debbano fare di più su questo aspetto e auspico che gli enti locali, soci dei vari enti gestori, sollecitino costantemente nuovi interventi di riparazione e ammodernamento”.