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Mostra divisionismo

NOVARA- 26-11-2020-- In attesa che possano riaprire

al pubblico musei e mostre in tutta Italia, la mostra DIVISIONISMO La rivoluzione della luce Rewind diventa visitabile virtualmente con una guida d’eccezione, la curatrice Annie-Paule Quinsac.

Ecco il link per partecipare https://www.enjoymuseum.com/divisionismo_rewind/

La mostra, inizialmente, ospitata nel Castello Visconteo Sforzesco, già chiusa anticipatamente per l’emergenza sanitaria in aprile, avrebbe dovuto riaprire sino al 24 gennaio 2021, ma l’ultimo Dpcm ha nuovamente imposto la chiusura dei musei e delle mostre.
Per dare risposta alle attese di oltre trentamila persone che avrebbero dovuto vedere la mostra durante i mesi di lockdown e a coloro che avevano manifestato il desiderio di rivederla, l’Associazione METS Percorsi d’arte si è prodigata, con l’appoggio della curatrice Annie-Paule Quinsac, per riottenere le opere per proporre una rassegna che corrispondesse al progetto originale: raccontare la storia del Divisionismo italiano, in diciotto artisti, sessantasette opere, otto sale. 
Il successo nell’ardua impresa di rewind si deve in gran parte alla straordinaria generosità dei prestatori, privati e museali – inclusi i due musei svizzeri – che hanno creduto fino in fondo alla ripresa. Grazie alla loro dedizione, su sessantasette opere soltanto sei non sono presenti all’appello, per ragioni di conservazione. Tra i dipinti assenti, l’unico non rimpiazzato è la monumentale Maternità di Previati. Negli altri casi, invece, si è scelto di far subentrare dipinti che avessero lo stesso peso dei precedenti e potessero illustrare gli aspetti affrontati in questa esposizione.

Le cinque sostituzioni:

Sala 2. Al posto della grande tela di Sottocornola Fuori di porta (Le sorelle), si presenta un capolavoro di Segantini, Petalo di rosa (1890). La tela illustra un aspetto del simbolismo di Segantini, e la presenza di alcune microfotografie di analisi non invasive, che documentano l’uso dei metalli, permette di introdurre una riflessione sulla sua tecnica polimaterica.

Sala 3. Venduta! (1897) di Morbelli, dal linguaggio divisionista raffinato quanto quello di Riflessioni di un affamato di Longoni, dipinto che sostituisce, è stato scelto perché nel corpus di quest’ultimo non esistono altre opere di denuncia che possano avvicinarsi in potenza alla tela divenuta icona del coinvolgimento sociale dell’artista.

Sala 4. Pellizza da Volpedo: la sostituzione di due opere, La processione (1892-1895) e Tramonto (1900-1902), e la necessità di mantenere l’ordine cronologico, hanno conferito alla piccola sezione un carattere di testimonianza dell’evoluzione dell’artista maggiore di quanto avesse nella versione originale. La piazza di Volpedo (1888), dipinta a Firenze sotto l’influenza di Fattori, è esposta sulla stessa parete di Il ponte (1892 circa), primo tentativo di divisone del colore. Rimasta identica è la parete centrale dedicata al monumentale Sul fienile (1893-1894). Sulla parete a sinistra invece permangono il paesaggio Nubi di sera sul Curone (1905-1906), e Il ritorno dei naufraghi al paese (L’annegato) del 1894.

Sala 8. Alba domenicale di Morbelli (1915) è stata sostituita con Per sempre (1906), l’ultima delle due tele dedicate al “mal sottile”, la tubercolosi, flagello che allora falciava esseri giovani con una frequenza tale da tradursi nel morboso fascino ottocentesco del “fior reciso”, celebrato in memorabili poemi, liriche, dipinti e sculture.

La mostra è promossa e organizzata dal Comune di Novara, dalla Fondazione Castello Visconteo Sforzesco di Novara e dall’Associazione METS Percorsi d’arte, in collaborazione con ATL della provincia di Novara, BIG Ciaccio Arte e Fondazione Circolo dei Lettori, con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor), Regione Piemonte, Esseco s.r.l, Fondazione CRT, l’importante supporto di Enrico Gallerie d’arte e Gallerie Maspes, si avvale nuovamente della curatela, più che mai attiva e partecipe, di Annie-Paule Quinsac.