1

novara cupola gaudenzio panorama

NOVARA - 09-07-2020 -- La rubrica "Donne novaresi

nella storia" questa settimana propone il profilo di Luisa Falzoni.


Imparare il dialetto novarese con le poesie di Luisa Falzoni oltre che bello era anche divertente. Novarese fino in fondo, nata nel  1902 si nutrì di cultura, vendeva le scarpe nel negozio in centro ed amava sia la poesia, sia la lirica. Il fratello Piero era musicista e direttore del coro "Carlo Coccia". Si diplomò alle Magistrali ma si dedicò da subito alle lettere e divenne collaboratrice di diverse testate. Collaborando con Otello Soiatti ed il suo "Tempo Sensibile" approfondì la passione per la scrittura in dialetto. La tradizione vernacolare della città di Novara, già nutrita da poeti quali Genocchio, Tencaioli e Bermani, per citarne alcuni, arruolò a pieno titolo e meritatamente anche Luisa Falzoni. Il suo famosissimo "Un libretin dal Lèla" raccolse poesie del calibro di "Nèbia dla mè cità", "Al lubion dal Cocia" e "La festa dal burgh". Ottenne molti riconoscimenti in altrettanti concorsi nazionali di poesia ed ioncise insieme a Sandro Bermani un disco con le migliori poesie dialettali.Nel 1995 Interlinea pubblicò "Cara Vègia Nuàra" e della Falzoni furono inserite "Una giurnà a Nuàra" ed altre.
Anche dopo la sua morte, nel 1980, le poesie sono state apprezzate e Luisa Falzoni è a pieno titolo una grande poetessa novarese del secolo scorso.


Manuela Peroni Assandri