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Meina Panorama

MEINA -16-04-2018 – Da piazza Carabelli

sparirà il granito cinese costato 120.000 euro e tornerà come prima del 2005. Ha resistito 13 anni il granito cinese che face “scandalo” in paese e fu il pomo della discordia tra la giunta Donderi e l’ex sindaco Paolo Cumbo. Lo si sta rimuovendo come spiega il primo cittadino Fabrizio Barbieri. “I lavori sono già iniziati. Verranno riportati alla luce gli scalini coperti dal precedente lavoro, allargata la sede stradale, sistemato il tutto in porfido. La piazza tornerà come prima ed il costo sarà di circa 80.000 euro. Era nel nostro programma elettorale. Viene rimosso non perché era rovinato, ma perché brutto esteticamente. Cumbo l’aveva messo nel suo programma, ma non l’ha fatto quando era sindaco". Via quindi i disegni geometrici e soprattutto il granito cinese e due grosse palle in pietra che sono presenti all’ingresso del municipio. Paolo Cumbo, consigliere di opposizione, nel 2005 contestò i lavori effettuati con il granito cinese. Ora presenterà una interpellanza e farà dei manifesti sulla vicenda: "Qualcuno dovrebbe chiedere scusa. Contestai la scelta di un granito di scarso pregio, ma mi fu risposto dall’amministrazione Donderi che così si sarebbe risparmiato. Il tempo e l’incuria di questi anni (il granito è stato anche macchiato recentemente) hanno fatto il resto. Barbieri ha in giunta il suo vice Andrea Ferrarese che all’epoca di Donderi era consigliere di maggioranza. Poi ho fatto io il sindaco, ma i lavori erano già finiti". Tredici anni fa le polemiche furono roventi. Cumbo mise di mezzo i cavatori del granito di Baveno e investì del caso le Belle Arti, contestando il progetto dell’architetto Adriano Fontaneto. “Era stato  utilizzato un granito diverso da quello in capitolato d'appalto, di meno pregio, e sicuramente meno costoso.” Il sindaco Marcello Donderi aveva difeso la scelta: “La piazza è molto bella, trova il gradimento della popolazione e conferisce un miglior dignità al palazzo municipale.” Il suo ex assessore Giorgio Di Pasquo prende ora le distanze: "Lo dissi subito che non era un bel lavoro, ma mi risposero che per motivi economici si sarebbe usato quello cinese con costi inferiori". (M.R)

 
 
 
 
 
 

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