1

toga avvocato

NOVARA-14-03-2018 -Rito abbreviato per

Antonio Lembo e Angelo Mancino, 29enne il primo, 39 anni il secondo, difesi rispettivamente dagli avvocati Edoardo Piantanida di Busto e Alessandro Brustia di Novara, arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara pochi giorni dopo il delitto di Matteo Mendola, con l’accusa di esserne gli esecutori materiali; per Giuseppe Cauchi, 52 anni di Busto, colui che la procura ritiene essere il mandante di quel delitto, arrestato nel settembre scorso, il difensore, avvocato Marco Cozzi ha aderito all’astensione proclamata per il 13 e il 14 marzo dall’Unione delle Camere Penali. Nell’udienza dell’11 settembre si discuterà dunque l’abbreviato per i primi due ed eventualmente l’abbreviato o, se opterà per il dibattimento, la preliminare per Cauchi. Il delitto, dai contorni ancora oscuri, si consumò nella notte tra il 4 e il 5 aprile dell’anno scorso nei boschi in località San Giorgio di Pombia; il corpo del 32enne originario di Gela ma residente da anni a Busto Arsizio fu trovato da un pensionato la mattina del 5 aprile nei pressi di un capannone di una fabbrica dismessa. L’uomo, così poi confermò l’autopsia, fu colpito dapprima con il calcio di una pistola, quindi con una batteria di auto e infine freddato con due colpi di pistola. La prima persona a finire nella rete dei carabinieri fu Antonio Lembo, arrestato una settimana dopo il delitto mentre era a bordo di un treno in una zona del centro Italia. Alla fine di aprile fu arrestato Mancino, in provincia di Arezzo e a settembre, a Busto Arsizio, Cauchi.