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NOVARA – 11-01-2018-  Preoccupazione anche

tra gli insegnanti del Novarese per le conseguenze della sentenza del Consiglio di Stato che esclude i diplomati magistrali dal posto fisso. Si è trattato davvero di un brutto e inatteso regalo di Natale quello che è arrivato per migliaia di insegnanti con la sentenza del 20 dicembre 2017, con cui il Consiglio di Stato a sezioni riunite ha stabilito in via definitiva che gli insegnanti in possesso di un diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 dovranno essere esclusi dalle graduatorie a esaurimento, vale a dire le graduatorie a cui sono iscritti i docenti in possesso di abilitazione all’insegnamento e che sono utilizzate per l’assunzione in ruolo.  Tra i sindacati che si sono attivati nella ricerca di una soluzione politica che salvi la tutela dei lavoratori e le esigenze di continuità didattica, anche la Cisl Scuola, il cui segretario generale per il Piemonte Orientale è Domenico Amoruso. "La platea dei docenti della primaria interessati assomma a circa 60.000: di questi solo 2.000 non rischiano nulla, perché le loro sentenze sono passate in giudicato e quindi risultano inamovibili" spiega Amoruso. Per dare una risposta alle giustificate preoccupazioni degli insegnanti coinvolti, i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno avviato un confronto con il ministero della Pubblica Istruzione in un incontro che si è svolto la settimana scorsa. "Sul tavolo sono state poste quattro richieste ritenute prioritarie: salvaguardia dell’anno in corso per i docenti su cui ricade la sentenza; riapertura delle graduatorie d’istituto per coloro che, inseriti nelle graduatorie a esaurimento, ne saranno esclusi; salvaguardia dei punteggi acquisiti coi servizi svolti grazie alle sentenze cautelari; infine, introduzione di una norma che tuteli in linea di principio tutti i docenti che a vario titolo sono esposti alle conseguenze di questa sentenza" aggiunge Amoruso, il quale conclude auspicando "una veloce e positiva risoluzione della vertenza nell’interesse della scuola, degli insegnanti e degli allievi coinvolti". Da parte sua, il ministero si è riservato di rispondere non appena avrà acquisito il parere dell’Avvocatura dello Stato sulle corrette modalità con cui gestire questa vicenda.